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venerdì 30 dicembre 2022

DERMATOFITOSI DA TRICOPHYTON TORSURANS

Raschiato dal cuoio capelluto
Uomo 30a

Trichophyton tonsurans è un fungo antropofilo a distribuzione mondiale che provoca lesioni infiammatorie o croniche finemente desquamanti della pelle, delle unghie e del cuoio capelluto. È una comune causa di tinea capitis. Le colonie mostrano notevoli variazioni di consistenza e colore: possono essere simili al camoscio o polverose, piatte con un centro rialzato o piegate, spesso con scanalature radiali. Il colore può variare dal giallo pallido al marrone scuro. Il colore del rovescio varia dal giallo-marrone al bruno-rossastro al mogano profondo. Le ife sono relativamente larghe, irregolari, molto ramificate con numerosi setti. Numerosi microconidi caratteristici di dimensioni e forma variabili da lunghi clavati a larghi piriformi, sono portati ad angolo retto rispetto alle ife (spesso rimangono ialine nonostante il lattofenolo). In alcune colture possono essere presenti molto occasionalmente macroconidi lisci, a parete sottile, irregolari, clavati. Numerose forme giganti rigonfie di microconidi e clamidospore sono prodotte nelle culture più vecchie.

recto della coltura; aspetto polveroso/scamosciato

verso della colonia

microconidi e ife settate

in basso centrale un macroconidio; il altro una clamidospora

le ife spesso restato ialine nonostante il lattofenolo; i microconidi sono disposti ad angolo retto

microconidi e clamidospora

Riferimenti: mycology

Per info contattatemi al: fdaleo83@gmail.com

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martedì 27 dicembre 2022

SCISSIONE DI UNA VORTICELLA

Vorticella è un genere di protozoi, appartenente al phylum Ciliophora. Vive nei fondali stagnanti ancorata con uno pseudopodo. Ai bordi della cavità orale sono presenti ciglia che creando un piccolo vortice risucchiano le prede (altri microorganismi). Generalmente vivono in colonie. Nel video la divisione di una Vorticella sp.

Optika BM-390, 40x

 



Riferimenti:
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lunedì 26 dicembre 2022

PSEUDOCONCA DI CYMBULIA PERONII

Se passeggiate sulle spiagge di Pellaro potreste incontrare una o più pseudoconche di Cymbulia peronii. 

Cymbulia peronii o “scarpetta di cristallo” fa parte dei molluschi gasteropodi, ovvero quelli che hanno una sola conchiglia, generalmente spiralata. In realtà questo mollusco la conchiglia non la possieda proprio; la perde durante la metamorfosi da fase larvale a fase adulta, sviluppando una struttura cartilaginea, chiamata pseudoconca, esempio di adattamento alla vita pelagica. La pseudoconca infatti essendo molto leggera, fornisce una migliore galleggiabilità all'animale e, in secondo luogo, la sua trasparenza risulta un’ottima forma di mimetizzazione in ambiente marino aperto.

Oltre alla perdita della conchiglia, durante la fase larvale C. peronii sviluppa delle appendici muscolari locomotrici, dette parapodi, simili ad ali che giustificano il nome comune inglese di "sea butterflies" e che gli conferiscono la capacità di nuotare verso l’alto e il basso, ma mai contro corrente, inserendolo così di fatto tra il macroplancton. Anche se limitata, la possibilità di muoversi aiuta C. peronii ad alimentarsi, catturando fitoplancton tramite muco.

riferimenti: 




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STOMI DI NEPHROLEPIS EXALTATA

Stomi della superficie abassiale di Nephrolepis exaltata. Ben visibili le cellule di guardia e le caratteristiche cellule compagne. Le cellule epidermiche appaiono con i contorni ondulati-stellati.


Optika BM-390

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domenica 25 dicembre 2022

TRINEMA SP.

Trinema sp. Ehrenberg, 1838
Tecameba dal ventre piatto. La forma del guscio è estremamente variabile.
Dimensioni circa 45-125 µm
Raccolta: cuscinetti di muschio, Reggio Calabria


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giovedì 22 dicembre 2022

MYRIOPHRYS SP.

Myriophrys sp. Haeckel, 1866
Ciliato eliozoo. Corpo in un involucro gelatinoso e corpo ricoperto di minuscole scaglie. 
Dimensioni circa 40 µm
Raccolta: pozza stagnante, Reggio Calabria



 
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mercoledì 21 dicembre 2022

EPISTYLIS SP.

Epistylis sp. Kahl, 1935
Ciliato a campana con peduncolo rigido non contrattile.
Dimensioni circa 100 µm
Raccolta: pozza stagnante, Reggio Calabria


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MICOSI DA BARBIERE/ESTETISTA

Negli ultimi mesi mi è capitato di vedere in consulenza diversi ragazzi con estese dermatofitosi (infezioni fungine) sia del cuoio capelluto (Tinea capitis) sia della barba (Tinea barbae). Il fungo era sempre lo stesso e tutti avevano in comune un unico barbiere. Indagando un pochino con i pazienti sembrerebbe che ad essere incriminato sia un rasoio elettrico (era stato usato su tutti). 

É fondamentale che barbieri ed estetiste usino arnesi sterilizzati tra un cliente e l'altro. Le forbici e i pettini vanno lavati e sterilizzati sotto UV (i cicli UV durano almeno mezz'ora, meglio 1 ora, e non 3 minuti). Anche le testine dei rasoi elettrici andrebbero staccate, lavate e sterilizzate. Anche i pennelli da trucco potrebbero essere veicolo di fastidiose infezioni e dunque andrebbero sterilizzati. 
Eradicare un'infezione fungina, soprattutto quando questa è estesa, richiede tempo e può essere molto stressante per il paziente perché esteticamente poco piacevole. Inoltre, sovente, possono sovrainfettarsi cosa che complica un po' tutto. 

Se avete o sospettate di avere un'infezione non aspettate che evolva ma rivolgetevi a un bravo dermatologo e a un bravo microbiologo: il primo pone diagnosi clinica e imposta la terapia, il secondo pone diagnosi microbiologica e vi dice il nome del fungo (che alcune volte è fondamentale). Inoltre, se i vostri barbieri/estetiste non sono accorti nella pulizia e nella sterilizzazione degli strumenti, c'è solo una cosa che potete fare: cambiarli. 

riferimenti:
1) Mycological examination of the barbers’ tools about sources of fungal infections -> 
2) Tinea capitis et barbae caused by Trichophyton tonsurans: A retrospective cohort study of an infection chain after shavings in barber shops ->





ps: le foto non sono mie. Non pubblico quelle in mio possesso per motivi legati alla privacy.

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lunedì 19 dicembre 2022

AMIDO AL MICROSCOPIO

Il plastidio è l'organulo, all'interno della cellula vegetale, dove si trova localizzato l'amido e quando questo ne è il principale contenuto viene denominato amiloplasto. L'amido è presente negli amiloplasti sotto forma di granuli (composti da amilosio ed amilopectina) la cui struttura è caratteristica per il tipo di pianta da cui deriva. Negli amiloplasti sono trasportati i prodotti della fotosintesi che vengono accumulati come prodotti di riserva, sotto forma di amido, per essere mobilizzati al momento dell'utilizzo. Tali amiloplasti dunque, si trovano in gran numero nei tessuti di riserva (come quelli parenchimatici del fusto, della radice o del seme). In foto il tessuto di riserva di una patata (Solanum tuberosum) visto al microscopio ottico dove è possibile apprezzare gli amiloplasti e i granuli di amido all'interno.

Granuli di amido (foto Francesco D'Aleo, Optika BM-380 400X)

Granuli di amido (foto Francesco D'Aleo, Optika BM-380 400X)

Granuli di amido (foto Francesco D'Aleo, Optika BM-380 400X)

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Puccinia coronata Corda, 1837 su Cynosurus cristatus L.

Nel pantano di Montalto, che rappresenta la torbiera più a sud d'Europa, insiste Cynosurus cristatus L. dove alcuni individui sono colp...